Il multilateralismo odierno
Da quanto accaduto ormai 25 anni fa, si può dire oramai di vivere in un “multilateralismo”. In effetti, l’11 settembre 2001 non fu solo il giorno degli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono. Divenne anche il momento in cui si incrinò l’illusione di un ordine internazionale stabile, dominato dagli Stati Uniti e costruito sulla prosperità degli anni successivi alla fine della Guerra Fredda.
Come cambia il mondo
Ormai, a distanza di 25 anni, il mondo appare molto diverso. Viviamo in una realtà più frammentata, competitiva: instabile. Il confronto perenne con la Cina (che raddoppiava le sue dimensioni economiche) e Stati Uniti non basta, a queste superpotenze si aggiungono la Russia e l’India. Per questo, sempre più si parla di multilateralismo: gli attentati rappresentarono anche l’inizio della fine dell’ordine internazionale unipolare emerso a partire dagli anni Novanta del secolo scorso.
Immaginari collettivi
Le strategie cambiano, gli equilibri internazionali e il rapporto di sicurezza, così come di libertà, sono profondamente modificati. Il coordinamento delle relazioni tra Stati è la base odierna, così da mitigarne i bilateralismi, in particolare nel commercio internazionale. Ed è dunque uno strumento essenziale per la prevenzione di conflitti, guerre, ferite mondiali che ancora oggi modellano l’immaginario collettivo.









































