vaccino

Secondo uno studio dell’Università degli Studi di Milano, è stata provata la stabilità del vaccino Pfizer in siringhe pre-allestite e monodose. Grazie ai risultati dello studio, è oggi possibile immaginare in maniera concreta scenari in cui i vaccini possano essere preparati in sicurezza nelle farmacie e distribuite al personale per somministrazioni a domicilio. I inusitati, ottenuti in collaborazione con Regione Lombardia, sono stati pubblicati su Pharmaceutics. 

La svolta per il vaccino

La novità più importante dello studio è la felicità con cui il vaccino potrò essere trasportato e somministrato. È infatti noto che, fino ad oggi, fosse disponibile solo in fiale multidose che richiedono condizioni di conservazione e trasporto molto rigide al fine di non perderne l’efficacia. 

Uno dei problemi principali affrontati durante i primi mesi della campagna vaccinale è stata infatti l’organizzazione logistica dei sistemi sanitari nazionali, per via delle condizioni di trasporto a temperature molto basse. Senza contare che, dopo lo scongelamento dei flaconi, tutte le dosi devono essere predisposte e somministrare in un breve lasso di tempo (6 ore). 

Da qui gli sforzi del gruppo di lavoro dell’Università degli Studi di Milano, guida da Paola Minghetti del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, in collaborazione con Loris Rizzello e Patrizia Procacci del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute. Sforzi che sono partiti quasi in contemporanea alla campagna vaccinale, per studiare la stabilità del vaccino Comirnaty® in siringhe pre-allestite, verificando l’impatto dei materiali, delle condizioni di conservazione (2-8 °C, 25 °C) e di trasporto delle stesse (30 km). Lo studio è stato possibile grazie alla collaborazione della Regione Lombardia, che ha infatti concesso l’utilizzo del “left-overs”, ovvero gli avanzi di vaccino non somministratile. 

“I risultati ottenuti – spiega Paola Minghetti – hanno permesso di dimostrare che, nelle condizioni di uso oggetto di studio, le nanoparticelle lipidiche non subiscono significative variazioni in numero e dimensioni e che mRNA rimane integro.  In altre parole, la mancanza di segni di aggregazione delle nanoparticelle e/o degradazione del mRNA hanno dimostrato la stabilità del vaccino in siringhe monodose che possono, quindi, essere preparate in sicurezza nelle farmacie prima di essere distribuite al personale che effettuerà la somministrazione anche a domicilio del paziente

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