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Il problema delle fake news sui social network ingloba anche Twitter. Forse soprattutto Twitter, in quanto il social viene spesso utilizzato dai propri utenti per tenersi aggiornati in tempo reale sulle ultime notizie. Arriva dunque una sorta di ‘bollino rosso’ che andrà ad accompagnare le notizie fuorvianti, ma c’è un problema.

Il ruolo di Twitter e degli altri social

Il funzionamento del bollino rosso è semplice: la fake news, designata da specifici algoritmi, verrà etichettata in modo da risaltare come contenuto falso o fuorviante. Al momento, questa funzione sarà limitata alle notizie correlate al Covid-19 e alle misure sanitarie messe in atto per contrastare la diffusione del virus. Non solo: ad accompagnare alcune notizie ci saranno anche specifici link che rimanderanno a pubblicazioni istituzionali e scientifiche sull’argomento. 

Non è la prima volta che i social entrano in gioco nella lotta alla fake news. Ma è davvero la strada giusta verso un mondo comunicativo senza più notizie fuorvianti?

Il principio del problema

Ciò che alimenta le fake news sono gli utenti che arrivano a crederci fermamente. Da questo punto di vista, si potrebbe infatti discutere sul come e il perché le persone arrivano a farsi convincere così facilmente dalle fake news. Una bassa scolarizzazione? Sfiducia nelle istituzioni? O forse anche un caos mediatico a cui sono sottoposte le masse da ben due anni?

Certo è che le persone, in primis, dovrebbero essere dotate degli strumenti e le conoscenze per apprendere la corretta informazione. E quando si parla di notizie certe e incerte, l’ombra della censura non manca di far sentire il proprio peso. Ma intanto Twitter ha preso la miglior scelta in base ai propri interessi. Si apre così una nuova era in cui i Tweet considerati fuorvianti verranno etichettati e limitati in termini di visibilità. E’ molto probabile, infatti, che lo stesso principio verrà adottato per le fake news anche una volta che la pandemia avrà lasciato, se non il nostro pianeta, almeno i nostri social. 

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