Con spostamenti limitati e una crescente insicurezza, il turismo sta vivendo forse una delle sue ore più buie. In estate la situazione, nonostante il calo, si è tenuta su numeri accettabili grazie allo spostamento interno. Ma se fino ad oggi abbiamo pensato a come affrontare una situazione di crisi improvvisa, ora è il momento di pensare a come sarà il turismo da qui in avanti. Soprattutto viste le ultime spinte date dalla pandemia.

I dati del 2020

Grazie ai recenti dati diffusi dall’Istat in merito al movimento turistico, possiamo accorgerci di una percentuale comunque notevole di clienti presenti in strutture ricettive. Cioè quasi il 64% di quelle del 2019. Il calo, come spiega anche l’Istat, è dovuto alla diminuzione di clienti stranieri (solo il 39,9% rispetto all’anno precedente). Con una percentuale considerevole di clienti italiani (86,2%), probabilmente incentivata dalla preferenza degli spostamenti all’interno dei confini nazionali. Sono però diminuiti i viaggi di lavoro (-59%).

La risposta di Deloitte

Gli esperti dell’azienda Deloitte Italia scendono in campo, proponendo una soluzione articolata e tempestiva per fronteggiare la crisi del settore turistico. Partendo dai dati dell’Enit, che registrano un calo di visitatori del 46%, Andrea Poggi (Innovation Leader di Deloitte North South Europe) ha dichiarato a Business Insider:

“Il turismo nel corso dell’anno ha risposto comunque con una capacità imprenditoriale singolare, cercando di intercettare e interpretare i nuovi trend del 2020 nati come risposta alle difficoltà emerse dalla pandemia, iniziando a offrire prime soluzioni innovative e tecnologiche capaci di rispettare le restrizioni governative agli spostamenti e di rispondere con efficacia alle nuove esigenze di sicurezza e flessibilità dei viaggiatori”.

Come per altre realtà, che vanno dal mondo accademico fino allo sport, una percentuale di sopravvivenza è stata data dalle iniziative digitali, nate o spostate nell’immaterialità del web per via dell’emergenza sanitaria. Arrivati a questo punto, ci si potrebbe chiedere se queste tipologie di servizi (si pensi alla visione delle opere con servizi interattivi offerta dal digitale) potranno essere d’ora in poi fruibili in digitale, se non addirittura solo in digitale. Sempre secondo Poggi, è molto probabile che nell’immediato futuro vedremo una coesistenza tra l’offerta fisica e digitale.

Tale coesistenza sarà il denominatore di proposte di valore (e probabilmente di successo) per le attività turistiche. Questo perché, secondo una ricerca eseguita proprio da Deloitte, solo il 13% degli esaminati dichiara di preferire una fruizione dei contenuti totalmente in digitale (parlando di musei, cinema e spettacoli teatrali). Mentre un 44% è favorevole a un modello in cui per l’appunto coesistono entrambe le offerte. Ma la doppia ricetta fisico/digitale non sarà l’unica variante che potrà incentivare il turismo. A tal proposito, ci si dovrà articolare tra tre variabili.

La ricetta per il turismo italiano

Punto primo, si dovrà incentivare il rafforzamento dei rapporti tra pubblico e privato. Per fare ciò, si dovranno potenziare i vari uffici di rappresentanza all’estero, sperimentando soluzioni digitali e innovative.

Punto secondo, bisognerà rafforzare il patrimonio culturale e artistico, non solo tramite le opere propriamente dette ma puntando sul fattore esperienziale, che può arricchirsi di installazioni digitali e interattive.

Punto terzo: puntare sullo slow tourism e le culture locali, pubblicizzando e curando un tipo di turismo troppo spesso lasciato al caso, in cui si darà nuova vita a borghi e centri storici, ad esempio puntando sulla mobilità in bici.

Queste tre variabili dovranno essere mosse, oltre che dal paradigma del binomio fisico/digitale, da un’ottica del turismo più green. Perché non si può pensare di aumentare gli introiti dati dallo spostamento sempre maggiore di turisti senza puntare uno sguardo sull’impatto che questo potrebbe avere sull’ambiente. Si vedono quindi necessari investimenti verso una mobilità più sostenibile, rappresentata dall’elettrico e dall’ibrido.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here