Fotogramma del momento nel quale dalla Casa Bianca il presidente americano Donald Trump, di ritorno dal Reed Medical Center nel quale era stato ricoverato a partire dal 2 ottobre, toglie la mascherina dal volto

Sta sicuramente meglio, ma a soltanto una manciata di giorni di distanza dall’acclarata positività al test, il presidente degli Stati Uniti non può affermare di averla avuta vinta sul virus ed aver scampato la tempesta. Al ritorno dal Reed Medical Hospital non ha detto infatti di essere guarito, o di essere risultato negativo nell’ultimo test, piuttosto di fronte alle telecamere togliendosi in maniera plateale la mascherina che gli copriva il naso e la bocca, avrebbe esortato il popolo americano a non essere schiavo di un virus che ha fatto sentire l’uomo più potente del mondo ancora più in forze rispetto ad una ventina di anni fa – al momento Trump ha raggiunto i 74 anni –. In definitiva, una risibile prova di mascolinità, fuori luogo, fuori contesto, fuori ruolo.

“Lascerò il grande Walter Reed Medica Center oggi alle 6:30 pm – aveva annunciato il presidente – Mi sento davvero bene! Non fatevi spaventare dal Covid-19. Non lasciate che esso domini la vostra vita. Abbiamo sviluppato, sotto l’amministrazione Trump, delle conoscenze e dei medicinali davvero sorprendenti. Mi sento meglio di 20 anni fa!”.

Ed alle concise righe su Twitter, in sequenza tra il pomeriggio del 5 e la notte del 6 ottobre avevano fatto seguito dapprima il video dell’elicottero presidenziale – Marine One – che atterrava sul prato della Casa Bianca e successivamente il video messaggio del presidente all’interno della residenza. Ma non prima di aver raggiunto il balcone e dinanzi alla stampa aver rimosso con le mani la mascherina che gli copriva il volto.

Lo stato di salute del presidente

Come riferisce la CNN, Trump sarebbe ritornato al 1600 di Pennsylvania Avenue nonostante l’equipe medica che lo segue avesse sconsigliato il ritorno anticipato: infatti, il paziente nel corso della degenza ospedaliera avrebbe subito due cali d’ossigeno ed al momento risulterebbe ancora positivo al Covid-19.

Ma, questione nella questione, vi sarebbe l’interrogativo relativo al quando il presidente sarebbe realmente risultato positivo e se, a conoscenza o meno della propria positività, abbia continuato con gli impegni istituzionali o con gli appuntamenti di una campagna elettorale nel proprio rush finale.

Ed intanto nel videomessaggio una volta alla Casa Bianca, il presidente ha parlato di un rischio che, sebbene calcolato, ha comunque deciso di correre: “Come tuo leader ho dovuto farlo – ha tuonato – Sapevo che c’era un pericolo ma dovevo farlo”. E ancora: “Mi sono distinto in prima linea. Nessuno che non sia un vero leader farebbe quello che ho fatto io. So che c’è un rischio. Che c’è un pericolo”.

Uno sguardo ai dati

Proviamo ad adottare lo stesso ottimismo di chi alla guida della prima economia mondiale, ripreso da ogni mezzo d’informazione, a meno di 72 ore dal momento del ricovero perché positivo al virus impone il proprio ritorno alla base e toglie la mascherina invitando la popolazione a non lasciarsi dominare da un virus.

Adesso leggiamo i dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla pandemia relativamente agli Stati Uniti: sono 7,341,406 milioni i casi confermati – 36mila soltanto il 6 ottobre, un dato mai registrato tra l’8 marzo ed il 20 giugno; 208,433 i morti – 369 i morti nell’ultima rilevazione giornaliera –.

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