E’ sempre stato il sogno dei designer e degli esperti di usabilità: fare in modo che la tecnologia fosse presente ma invisibile, come predicava già dagli anni ‘90 Donald Norman.

Il momento delle tecnologie invisibile sembra ora arrivato e non solo grazie alla capacità dei progettisti di renderla impercettibile, ma anche grazie alla miniaturizzazione continua ed alla interconnessione di oggetti.
La capacità di rendere ogni cosa un “oggetto collegabile” ha lanciato verso una ascesa inarrestabile l’internet delle cose e quindi, per naturale conseguenza, le tecnologie indossabili, meglio note come Weareables Technologies.

Secondo le stime dei maggiori analisti (IDC; Forrester, Goldman Sachs) l’Internet delle cose rappresenterà la terza rivoluzione digitale dopo pc connessi e telefoni connessi, e gli oggetti collegati ad internet saranno più di 20 miliardi entro il 2020.

Ogni anno solare è l’anno di qualcosa, specialmente in ambito tecnologico, ed ecco qui che il 2015 potrà essere definito, senza timore di smentita, l’anno delle WT (Weareables Tecnlogies).

E così avendo appena fatto la bocca alla rivoluzione delle rivoluzioni, e cioè l’iWatch della Apple, gli analisti ci urlano che il futuro non sono più gli smartwatch ma le smartclothes, abbigliamento intelligente in grado di raccogliere dati e trasferirli a dispositivi mobili.

A prescindere da come si voglia raccontare la storia non possiamo che ammettere che la tecnologia sia diventata invisibile e ancora di più se realizziamo che non è più nel regno esclusivo delle aziende tecnologiche.

Basti pensare a Polo Ralph Lauren, prima azienda mondiale a presentare una T(tech)- shirt in grado di misurare la performance sportiva e mandare i dati al proprio smartphone o tablet, presentata all’ultimo torneo tennistico di Flushing Meadow. >> http://www.ralphlauren.com/shop/index.jsp?categoryId=46285296

Ben più di un semplice gadget fitness tracker, ma una rivoluzione completa che come la GoPro permetterà a chiunque di sentirsi un professionista.
Nella Tech Shirt sono infatti integrati un accelerometro un giroscopio ed un misuratore di frequenza cardiaca. Le informazioni vengono raccolte ed inviate all’applicazione iPhone che permette di misurare in tempo reale livello di stress, calorie bruciate, regolarità della respirazione, battito cardiaco e consumo calorico.
L’atleta potrà così misurare e correggere la sua performace, agendo sui differenti parametri e lavorando meglio in situazioni di stress.

I fitness tracker ed i braccialetti intelligenti hanno aperto la strada agli smartwatch, assoluti protagonisti del World Mobile Forum di quest’anno.
Ma la tecnologia oltre che invisibile deve migliorare la vita delle persone e per questo motivo ampi spazio stanno avendo le tecnologie non invasive per il controllo dei parametri vitali (VSM>> Vital Sign Monitor).
La svizzera Biovotion (www.biovotion.com/) per esempio ha sviluppato un set di prodotti per il controllo da remoto di alcune patologie attraverso la raccolta di dati attraverso tecnologie weareables, aprendo la frontiera per tutte le applicazioni di body and health management.

 

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