Amnesty International lancia l’allarme: l’uso incontrollato di tecnologie digitali nei sistemi di protezione sociale sta esacerbando le disuguaglianze e minacciando i diritti umani in tutto il mondo.

Il rapporto “Protezione sociale nell’era digitale” evidenzia come l’intelligenza artificiale, l’automazione e i processi decisionali algoritmici, seppur promettenti in termini di efficienza, possono avere effetti devastanti se non adeguatamente controllati.

Esempi emblematici:

  • Serbia: la Social Card, un sistema semi-automatico per la gestione del welfare, ha discriminato le comunità rom e le persone con disabilità, privandole del loro già esiguo sostegno finanziario.
  • India: il sistema di identificazione biometrica Aadhaar ha escluso molte persone vulnerabili da protezioni sociali fondamentali come razioni alimentari e prestazioni di sicurezza sociale.

Le raccomandazioni di Amnesty International:

  • Valutare attentamente i rischi per i diritti umani prima di introdurre qualsiasi tecnologia nei sistemi di protezione sociale.
  • Effettuare valutazioni indipendenti sull’impatto dei diritti umani durante l’intero ciclo di vita del sistema.
  • Coinvolgere le comunità che dipendono da tali sistemi e comunicare loro in modo chiaro e accessibile qualsiasi modifica.
  • Interrompere immediatamente l’utilizzo di sistemi che violano i diritti umani o causano danni.

La tecnologia non deve essere un ostacolo alla protezione sociale, ma un suo strumento per rafforzare la giustizia sociale e l’equità.

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