tecnologia

Da quando la tecnologia e il digitale hanno iniziato a far parte in maniera così massiccia della nostra vita, sono aumentati i casi in cui bastava ritrovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliati per essere incriminati, ad esempio, per furto. O ancora, un bug di sistema nella sezione contabile mai concepito può addirittura mandarci in carcere. Storie che, dagli USA all’Europa (in questo caso) ci fanno rendere conto di quanto la tecnologia non sia così infallibile, e non ci si dovrebbe mai affidare totalmente ad essa con ceca convinzione

Il caso

A portare a galla la notizia nel nostro paese è stato Dday.it. Nel Regno Unito esiste un servizio postale analogo allo statale Royal Mail, ovvero Post Office. Quest’ultimo si è visto sottrarre di volta in volta massicce somme di denaro dai propri dipendenti. Cifre esorbitanti che vanno dalle 50.000 alle 100.000 sterline. Questa storia è andata avanti dagli anni 2000 fino al 2014, con i dipendenti che hanno tentato in tutti i modi di dimostrare la loro innocenza. Sì, perché a riportare questi “furti” è stato il software gestionale “Horizon” realizzato da Fujitsu, purtroppo afflitto da un bug di sistema. Nonostante ora PostOffice debba risarcire i propri ex dipendenti, è difficile pensare che per un semplice bug delle persone innocenti siano finite in prigione, indebitate e, nei casi più disperati, si siano tolte la vita. Pur di difendere i profitti, PostOffice avrebbe quindi volontariamente sacrificato intere esistenze. Di contorno c’era la piena convinzione che il software fosse realmente affidabile e infallibile.

Nel posto sbagliato al momento sbagliato

Qui ci spostiamo invece negli USA. Tutti noi, sui nostri smartphone, utilizziamo quotidianamente i servizi Google. Questi comprendono anche quelli di geolocalizzazione, come Maps. Dovete sapere che (almeno negli USA) la polizia spesso utilizza le informazioni reperibili da Google per risolvere i casi più disparati. Zachary, ad esempio, è un ragazzo come tanti che un giorno si è ritrovato a passare in sella alla propria bicicletta di fronte a una casa dove si stava compiendo un furto. La polizia, riuscendo ad ottenere da Google i dati degli smartphone che sono passati nella zona in quella fascia oraria, è così riuscita a risalire a Zachary. Il ragazzo, nonostante la sua innocenza, è stato per tempo indicato come il maggior indiziato per il caso. L’unico motivo per cui si è “salvato” è stata la cattura del vero scassinatore.

Come tutelarsi dalla tecnologia

Questi casi portano alla coscienza collettiva non solo quanto la tecnologia possa fallire, ma anche quanto affidarsi ad essa senza cognizione di causa porti molto spesso a rovinare la vita delle persone senza colpa. Nei casi come quelli di PostOffice c’è poco che noi possiamo fare. Nel caso di Zachary, ci può venire in aiuto scandagliare per bene i dati privacy dei nostri dispostivi e scegliere accuratamente quali condividere. Ma il problema, secondo noi, è alla base: ci si dovrebbe rendere conto che anche le più moderne tecnologie non sono mai completamente affidabili, e queste non dovrebbero mai sostituire il raziocino e un’accurata ricerca di prove realmente tangibili e inoppugnabili.

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