Sputnik

È stato da poco firmato un memorandum di collaborazione scientifica tra il centro di ricerca russo Gamaleya, il fondo russo degli investimenti diretti e l’ospedale Spallanzani. Questo permetterà una sperimentazione doppia, che verterà sull’efficacia sulle varianti (in particolare quelle brasiliana, inglese e sudafricana) e sull’impiego del siero come richiamo per chi ha già effettuato una prima dose dei vaccini Astrazeneca, Pfizer e Moderna. Si parla di un possibile accordo per una produzione in Italia.

Le 100 dosi

Verranno messe a disposizione dell’ospedale Spallanzani per la sperimentazione e testato su 600 volontari. Al momento, però, manca ancora l’autorizzazione dell’Ema per l’impiego del vaccino Sputnik, ma l’Italia ha deciso di avviare comunque una sperimentazione in vista della futura approvazione. Se tutto dovesse andare per il verso giusto, si prevedrebbe l’arrivo del vaccino in Europa nel secondo semestre del 2021.

Produzione in Italia

Visto che in madrepatria potranno essere prodotte circa 55milioni di dosi, si fa pressione affinchè venga avviata una produzione anche in Italia. Ciò sarà possibile grazie all’azienda Adienne Pharma&Biotech di Francesco di Naro, con sede legare in svizzera e uno stabilimento a Caponago. Si è siglato un ulteriore accordo con il Fondo sovrano russo, grazie al quale alcune strutture saranno riconvertite per la produzione di Sputnik.

L’efficacia del vaccino

Secondo i dati attualmente raccolti e pubblicati sulla rivista “The Lancet”, Spunik sarebbe in grado di prevenire lo sviluppo della malattia nel 91,6% dei casi. Nasce dalla combinazione di due vaccini, sfruttando quindi la tecnologia a vettore virale come Astrazeneca e Johnson & Johnson. Tra una dose e l’altra sono necessari 21 giorni d’attesa.

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