smartphone

Gli smartphone degli ultimi anni sono sempre più tecnologicamente all’avanguardia, oltre che resistenti. Ma è possibile, oggi, immaginare smartphone fatti di materiale flessibile e tuttavia resistente ed anche riciclabile? Secondo uno studio, pubblicato su Nature, sembra proprio di sì.

Non solo per gli smartphone

Questa nuova tecnologia è basata su speciali circuiti elettronici, composti da piccole gocce di metallo isolate dal resto del dispositivo grazie a un elastomero (gomma naturale e sintetica). Le gocce di metallo sono quindi collegate tra loro per permettere il funzionamento dei ricciuti, che continuano a funzionare anche se danneggiati. L’applicazione viene da subito pensata e collegata per gli smartphone, ma potrebbe essere in realtà impiegata per molti altri dispositivi elettronici. Questi sarebbero così in grado di funzionare anche se compromessi. Questo perché le goccioline di metallo sono in grado di unirsi intorno al buco, se ad esempio il dispositivo viene perforato, e sono così in grado di trasmettere ancora energia. Sono anche in grado di allungarsi (ecco perché flessibili) fino a dieci volte. 

Altra particolarità, come evidenzia lo studio, è che i nuovi circuiti possono anche essere ricostruiti separando localmente le goccioline, oppure dissolverne i legami per riciclarli in maniera totale. Si apre quindi uno scenario in cui i dispositivi elettronici non solo saranno più resistenti e praticamente indistruttibili, ma anche totalmente riciclabili, diventando quindi rispettosi dell’ambiente al 100%. 

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