“Il decreto sulle liste d’attesa è legge: diamo risposte concrete ai cittadini e maggiore efficienza al servizio sanitario nazionale.” Queste le parole del Ministro della Salute Orazio Schillaci dopo l’approvazione alla Camera della conversione in legge del decreto sulle liste d’attesa. “La nostra priorità – prosegue il Ministro – è tutelare il diritto alla salute degli Italiani e lo facciamo attraverso un nuovo sistema di monitoraggio finalmente efficace e strumenti di controllo che vedono in prima linea le Regioni e il Ministero della Salute con un Organismo che potrà attivare poteri sostitutivi, in caso di inadempienza.”
La legge arriva in un momento in cui il tema legato ai tempi delle liste d’attesa è entrato a far parte prepotentemente, e a ragion veduta, del dibattito pubblico. La questione del recupero delle liste d’attesa per l’assistenza specialistica ambulatoriale e per quella più genericamente ospedaliera, inoltre, è stata al centro di specifici finanziamenti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
La legge, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2024, prevede in primissima istanza l’istituzione presso l’AGENAS della Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, con l’obiettivo di garantire un proficuo scambio di informazioni tra le piattaforme per le liste relative ad ognuna delle regioni e province autonome. In aggiunta, il testo istituisce un Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria (SiVeAS) alle dirette dipendenze del Ministero della Salute e prevede l’estensione al sabato e alla domenica delle visite mediche e specialistiche. Nel citato decreto legge rientrano anche norme per l’adeguamento del sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie, con l’obbligo per tutti gli enti preposti, sia pubblici che privati, di afferire al Centro unico di prenotazione (CUP) regionale o infra-regionale. Fra le altre misure, il superamento del tetto di spesa per l’assunzione di personale sanitario e dirigenti sanitari da parte delle aziende ospedaliero-universitarie attraverso contratti di lavoro a tempo determinato con personale medico o sanitario laureato.











































