È già innamorato di Napoli. “Ma l’allenatore in Italia è sempre in discussione”.

“Parlavo con un mio amico inglese della condizione dell’allenatore in Italia”. Il sorriso sornione di chi la sa lunga. La cadenza calda, affettata di uno spagnolo che rapidamente sta imparando l’italiano. “In Inghilterra – confida Rafa Benitez, allenatore pluridecorato da quest’anno sulla rovente panchina del Napoli – anche se ci sono difficoltà si danno sempre almeno 6 mesi, un anno di tempo. Per lavorare, per fare le cose per bene. Qui hai una settimana, in una settimana può cambiare tutto”.
È una riflessione amara quella che accompagna il tecnico, che dopo la sconfitta contro la Juventus ha assaggiato per la prima volta cosa significa in una città come Napoli perdere una partita di calcio attesa. Anche se fino a quel momento hai fatto bene, benissimo. Qui dove Masaniello è stato prima un eroe, poi ritenuto un traditore e ammazzato dai suoi stessi compagni d’avventura, poi recuperato e assurto nuovamente ad eroe. Morto. Nella città delle contraddizioni, dove il chiaroscuro ha la forza dirompente di un Caravaggio e la meraviglia è talmente a portata di mano da diventare insopportabile. Il cavaliere spagnolo è stato adottato immediatamente (“chiamatemi Rafè” ha detto al primo giorno di scuola…) ed ha ricambiato trasformandosi nel primo testimonial della città e della Regione.
“Ho visto tante cose in città – rivela il tecnico che prima di arrivare a Napoli, attraverso Facebook, ha chiesto ai partenopei consigli su cosa vedere e quali siti visitare – ma va mostrato alla gente fuori che Napoli è una città bella che va visitata. Ho visto il Palazzo Reale, la Cappella Sansevero, il Teatro San Carlo. Se abito vicino al centro sportivo è perché è più facile per me essere concentrato con il lavoro, la famiglia è lontana”.
Ma quel capitombolo a Torino è diventato un peccato mortale.
“L’approccio con la partita, come quello con l’Arsenal, è il punto”. Dice, confermando l’impressione di chi segue il Napoli costantemente, degli addetti ai lavori, delle decine di giornalisti dei quotidiani, delle tv, delle radio e dei tantissimi siti internet che vivono di pane e pallone, rigorosamente biancazzurro.
“Alla prima seduta di allenamento dopo Torino – ha spiegato il tecnico spagnolo in occasione della presentazione della stagione invernale in Val di Sole, sede del ritiro estivo del Napoli – abbiamo analizzato ancora i video della partita con alcuni giocatori, stiamo lavorando per evitare degli errori che abbiamo fatto all’inizio, in cui abbiamo avuto un paio di minuti difficili. È strano anche perché siamo la squadra che segna di più nei primi minuti di gara, ma significa che dobbiamo lavorare di più sulla concentrazione nella fase difensiva”.

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