Passaporto vaccinale
Foto in copertina © Il Messaggero

Ecco il passaporto vaccinale che sarà necessario per viaggiare tra i paesi dell’Unione. Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha anticipato gli elementi che saranno contenuti nel “green pass”.

Se si è stati vaccinati, il “green pass” conterrà la prova dell’avvenuta vaccinazione, o dei test per tutti coloro che non hanno ancora avuto accesso alle campagne nazionali. Un attestato di piena guarigione, qualora si fosse contratto il virus nei mesi precedenti alla partenza. Ma ci vorrà ancora tempo per scoprire realmente come sarà costituto il “green pass”. L’appuntamento è fissato al 17 marzo, quando la Commissione Ue avrà formalizzato la proposta del passaporto digitale. Quest’ultima incontra le incessanti pressioni all’autorizzazione degli spostamenti fisici in vista dell’estate, in precedenza ostacolati dai vari Stati membri.

Secondo la vicepresidente Margaritis Schinas, il “passaporto” avrà valore legale in quanto sarà supportato dai Trattai che normalmente regolano la libera circolazione nell’Unione Europea. Per l’approvazione si dovrà attendere grosso modo fino a giugno, a causa di tutto l’iter burocratico a cui il “green pass” sarà soggetto. Starà poi ai singoli Stati membri scegliere come agire nei vari passaggi interni.

Non solo Unione Europea

Insieme a queste notizie, Bruxelles intende lavorare con gli organismi internazionali quali Oms, Ocse e Iata per rendere il “green pass” valido anche nei paesi extra UE. Immaginato come un QR code scansionabile sul cellulare il passaporto conterrà i risultati dei test effettuati o dell’eventuale guarigione dalla malattia. Il problema di un tale sistema, come si può immaginare, riguarda la privacy. A tal proposito, il Garante della privacy preme affinché l’accesso a tali informazioni sia regolamentato da una norma di legge nazionale, così da essere conforme ai principi in materia di trattamento dei dati personali.

L’Ue, intanto, si spacca

Crescono gli Stati favorevoli all’attuazione del “green pass” mentre altri, come Francia e Belgio, rimangono ancora preoccupati e perplessi da una tale soluzione, ritenendola ingiusta nei confronti di chi non è ancora vaccinato. Favorevoli invece l’Austria, Grecia e Spagna. Un altro problema, al momento, è rappresentato dal Regno Unito. Anche il governo britannico, guidato da Boris Johnson, sta pensando a una sorta di “passaporto vaccinale” ma per ora resta nel campo delle ipotesi, che dovrà comunque essere adeguatamente discussa e coordinata con l’Ue.

 

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