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C’era da aspettarselo, ed in fondo non sorprende. Con tutta questa immobilità, restrizioni e via dicendo, era ovvio che la spesa in veicoli si sarebbe ridotta. È infatti scesa al 14,9%. Ma dove qualcosa cala, molto spesso qualcos’altro raggiunge vette inimmaginabili. È il caso della spesa per la casa, e in particolare i settori dell’Information Technology e dei piccoli elettrodomestici, che crescono rispettivamente del +29,6% e del 13,9%. Meno auto, più tecnologia in casa. È quanto emerge dalla 27esima edizione dell’Osservatorio Findomestic in collaborazione con Prometeia. Nonostante questa crescita, però, gli acquisti totali di beni durevoli scende a 62miliardi di euro.

La spinta dello smartworking

Più tempo in casa e più lavoro a distanza sembrano aver spinto i consumatori verso le comodità casalinghe, specialmente quelle portate dall’alta tecnologia. Comodità che in tempi normali magari avremmo relegato a specifiche attività commerciali o momenti particolari, ma che nell’era del Covid trovano invece terreno fertile. Lo dimostra il +32% nella vendita di congelatori e è38% in wine cabinet.

Si spende meno in mobili (-12%) ma va forte l’information technology che comprende webcam, pc portatili e tablet. La grande impennata dei piccoli elettrodomestici, soprattutto per quanto riguarda tagliacapelli (+55,3%) e robot da cucina (+29,3%) ha comportato, probabilmente, il calo della vendita dei grandi elettrodomestici spinta solo dai già citati congelatori e wine cabinet. Anche la telefonia in calo (-4,4%) e gli smartphone (-6,5%) nonostante il grande incremento nell’acquisto di cuffie (+38,6%) e dispositivi warables come gli smartwatch (+16%).

Le auto ringraziano gli ecoincentivi

Nonostante la discesa del mercato dei veicoli, un po’ del tracollo è stato evitato dagli ecoincentivi statali. Con un 2020 chiuso con la quota di 33,8miliardi, troviamo le auto usate la spesa prediletta dalle famiglie italiane. Della quota, infatti, ben 17miliardi sono stati utilizzati per l’acquisto di auto usate, mentre 15,2miliardi per le auto nuove, portando ad attestare la spesa al 17,2%. Per quanto riguarda le immatricolazioni, la domanda è calata del 19,1% che, includendo anche la domanda aziendale, porta a 1.393.572 il numero dei pezzi venduti, ovvero il -27,7%.Tra queste, si può notare una marcata preferenza per auto ad alimentazione alternativa. Gpl, metano, ibride ed elettriche. Il mercato, per queste vetture, è cresciuto del 35,3%. Quelle a benzina restano le favorite, anche se fortemente in calo rispetto al 2019 (complice, appunto, la svolta green) che vede come fanalino di coda le auto diesel.

Ma anche tra le vetture verdi c’è battaglia. Nell’ultimo anno sono infatti cresciute le quote per quanto riguarda ibride, plug-in ed elettriche (con una crescita del 123,3%) con un brusco calo dei veicoli Gpl e a Metano.

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