Gli inglesi hanno inventato il calcio e, sebbene la loro nazionale non sappia cosa significhi vincere un titolo dal 1966, il loro sistema calcistico è sempre quello più all’avanguardia. La Premier League, infatti, oltre ad essere, per opinione diffusa, il campionato più spettacolare del mondo, spicca per la sua condizione di establishment commerciale e corporativo molto ben organizzato. L’Emirates Stadium è il più fulgido esempio di questa tendenza tutta britannica: costruita a due passi dal glorioso Highbury, questa struttura è la casa dell’Arsenal dal luglio 2006. Tirato su in poco più di due anni, l’Emirates, come lo chiamano tutti, è costato ben 390 milioni di sterline e spicca per essere il più grande stadio di calcio di proprietà di un club a Londra. I suoi 60mila posti lo rendono il secondo impianto più capiente della Premier League dopo l’Old Trafford di Manchester, mentre solo Twickenham, dedicato al rugby, e lo storico Wembley, sono più grandi in assoluto.

La storia in una fermata di metro

Chiunque intenda recarsi all’Emirates Stadium non può perdersi facilmente. La fermata dell’Underground londinese più prossima allo stadio ha un nome chiaro: Arsenal. L’artefice di questo particolare battesimo fu Herbert Chapman, allenatore della squadra negli anni 30’. L’antico stadio di Highbury, che portava il nome del quartiere, era sorto a pochi metri nel 1913. Nel 1932 il nome cambiò da Gillespie Road a Arsenal (Highbury Hill). Nel 1960 il nome tra parentesi fu omesso, creando l’unica stazione londinese interamente dedicata a un club di calcio.

Molto glamour, poca gloria

Se per quanto riguarda gli introiti e il merchandising l’Emirates è stato foriero di cospicui guadagni, lo stesso non si può dire in quanto ai titoli. Infatti, da quando gioca le sue partite in questo stadio l’Arsenal non ha più vinto un solo titolo di rilievo. Eccezion fatta per una Coppa d’Inghilterra e la Comunity Shield, entrambe arrivate nel 2014, la nuova bacheca dei Gunners non è stata popolata da altre coppe. La penuria di successi stona leggermente con la splendida cornice dell’Emirates, uno stadio sempre pieno e funzionale come pochi, nel quale si vive intensamente lo splendido ambiente del tifo inglese, fatto di tifosi che respirano insieme ai loro beniamini e sospirano ancora più di loro.

Therry Henry

Facendo un giro intorno all’Emirates è possibile riscontrare una serie di testimonianze della gloriosa storia dell’Arsenal, la squadra più titolata di Londra. C’è però una statua molto più esplicativa delle altre: quella dedicata a un mito vivente, l’attaccante francese Thierry Henry. Autore di ben 174 reti in 254 incontri con la maglia dei Gunners, Henry è probabilmente il più grande rivoluzionario del calcio passato per Highbury e per l’Emirates. Arrivato in sordina dalla Juventus nel 2000, il francese ha trovato la sua consacrazione nella squadra inglese. La statua di bronzo che lo ritrae mentre festeggia un gol è il monumento più visitato al di fuori dello stadio, anche più dei cannoni, simbolo che campeggia da sempre sulla maglia dell’Arsenal.

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