Mostre d'Arte Immersiva Digitale

Le mostre d’arte immersiva digitale consistono in una esposizione museale in cui al manufatto artistico originale è sostituita la sua riproduzione digitale, ed a quest’ultima, in più, sono affiancati metodi tecnologici che ne consentono una percezione aumentata, fino a rendere possibile un vissuto di partecipazione personale all’opera d’arte.

Le prime mostre d’arte immersiva digitale

Tutto è cominciato negli anni Dieci del XXI secolo, quello che stiamo vivendo, con mostre-evento dedicate ad artisti dalla storia riconoscibile e quasi universalmente conosciuta: Leonardo da Vinci, Caravaggio, Van Gogh, ad esempio. Il successo di queste esperienze ha portato ad eventi più ampi, a livello di oggetto della fruizione: ci sono stati una Uffizi Virtual Experience ed una Bologna Experience.

Il “punto del contendere”

Nel mondo accademico e, più in generale, degli storici dell’arte, la legittimità stessa di questo assoluto novum nell’esperienza di fruizione dell’opera d’arte (che sia affresco, dipinto ad olio, scultura, altro) è messa oggi in discussione abbastanza “animatamente”, consistendo in un ingresso virtuale nell’opera stessa che nulla ha a che vedere con le intenzioni e, quindi, con il pathos creativo stesso dell’artista. Ciò non toglie, ovviamente, che queste esposizioni -e su questo siamo d’accordo tuttti! – stiano indubbiamente avvicinando all’arte figurativa tante persone, che accorrono anche solo incuriositi dall’esperienza dell’immersione, ed escono dal museo con tante nozioni in più su di un artista e sul suo percorso.

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