scrittura collettiva

La scrittura collettiva, al di là dei fenomeni contemporanei, definisce chiaramente una stesura di testi – letterari, saggistici – portata avanti da più autori diversi. In genere per i lavori narrativi si utilizza il termine, appunto, collettivo. Per i testi di ricerca scientifica si preferisce parlare di “scrittura collaborativa”. 

In Italia la scrittura collettiva ha già una sua storia ricca di “soggetti scriventi” e di opere di alto valore artistico e abbastanza note. E’ il caso, ad esempio, del collettivo Wu Ming, probabilmente il più famoso, “autore” di romanzi storici di ampio respiro e di successo. Ma, successivamente a questa realtà, si sono aggiunti altri “collettivi” come Kai Zen e Paolo Agaraff, pseudonimo di un gruppo di tre autori anconetani. Ma qui ci interessa focalizzarci, più che su queste esperienze di “lavoro comune”, sull’impulso, proprio della new generation, di costruire realtà narrative che disgreghino la classica equazione racconto-solitudine di un sé. Come sulle piattaforme social, così nel provarsi a raccontare se stessi, si sperimenta la condivisione assoluta dello sforzo creativo.

Una generazione con-dividente e con-operante

Probabilmente l’esperienza costante e totalizzante dei social network, anche come “prima dimensione” in cui tuffare esperienze creative  – basti pensare ai video su YouTube – ha fatto sì che tanti giovani scrittori abbiano, pian piano, vissuto una mal sopportazione del “tempo della solitudine assoluta” connesso all’atto creativo. E nessuno, si badi bene, ha diritto di giudicare tale modus operandi. Non si è scelto il “fare collettivo” per paura del sé, sia chiaro. Chi ha optato per il collettivo ha compiuto una “scelta di campo” consapevole, sentendo l’urgenza di fabbricare arte allo stesso modo in cui declinava il proprio quotidiano: nel piacere di una con-divisione onnicomprensiva.

Scrittura collettiva: gli esempi concreti

Abbiamo varie “esperienze” concrete di questo piacere del creare nella piazza del multi-pensiero, del multi-sentire. Esiste, per esempio, una enorme opera di scrittura collettiva molto particolare, che è L’elenco telefonico di Uqbal, una scrittura in forma di enciclopedia, immaginata come una raccolta di termini in uso in un continente perduto. Il lavoro è stato ideato e condotto da Lorenzo Trenti. È un tentativo di costruzione di una specie di cultura total-fantasy, operato in maniera interattiva. È quella compagnia del quotidiano, fino anche al “frammento”, che caratterizza, al di là di questo lavoro specifico, la generazione di TikTok, di Instagram e di YouTube: una caratterizzazione che, lo ripetiamo ancora, nessuno ha il diritto di giudicare. Abbiamo poi già degli straordinari lavori a 230 mani, come In territorio nemico, romanzo scritto secondo il SIC, metodo scientifico di stesura da parte di gruppi e masse, fondato da Vanni Santoni. Tutte opere da scoprire.

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