“Class. Vite infelici di romani mantenuti a New York” di Francesco Pacifico è il romanzo di una dimensione mentale di una generazione proiettata verso un mondo che risponde a suon di occhiolini, incanta con scenografie che gli fornisce la convinzione di vivere in un film. Infatti Ludovica a bordo dei cab gialli, sfilando tra grattacieli e ponti di Manhattan, ha necessità di scatenare nelle sue orecchie “Empire state of mind” di Alicia Keys, mentre tutt’attorno si mescola come se si fosse in un film di Woody Allen o in “Sex and the City”. Però Pacifico sulle incognite e vaghezze della generazione anni ‘10 costruisce un labirinto di abissi, di tanti personaggi sperduti che se sognano lo fanno solo per un’affermazione sociale.

51BvA0JtPGL

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here