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FIGURE ALLO SPECCHIO

Stefania Giannini: si cresce solo se istruiti

Ministro del Miur dal febbraio 2014, Stefania Giannini, professoressa ordinaria di glottologia e linguistica, ex coordinatrice politica per la lista civica Monti, ora trasferitasi tra le file della maggioranza, affronta ormai con disinvoltura temi scottanti come quello dell’istruzione italiana, da anni maltrattata e “svuotata” ogni qualvolta lo stato necessita di nuovi fondi.

Assunzioni per i precari e inserimento dei giovani nel mondo del lavoro gli obiettivi primari ma anche nuove sperimentazioni come l’eliminazione di un anno dal percorso di studi degli istituti superiori.

“Crescita ed innovazione solo con una società più istruita”. Come? Attraverso il potenziamento del diritto allo studio, la restituzione di un valore reale al titolo di studio e l’adeguamento dei finanziamenti pubblici agli standard internazionali.

La neo-renziana ha a cuore tutti gli studenti, ma proprio tutti. Anche quelli delle scuole paritarie a cui destinerà una somma di denaro pari a 200 milioni provocando non pochi mugugni all’interno della maggioranza stessa.

Alle idee del Ministro viene in soccorso anche la comunità europea con il Lifelong Learning Programme che contribuirà, attraverso l’apprendimento permanente, allo sviluppo dell’intera comunità sulla base della conoscenza promuovendo all’interno della comunità scambi, cooperazione e mobilità tra sistemi di istruzione e formazione.

Le idee ci sono. Gli strumenti pure. L’istruzione non può più attendere.

Silvia Chimienti: sette buone proposte

Come normale che sia, in Parlamento esistono ancora delle opposizioni. Silvia Chimienti, deputata eletta nelle file del Movimento 5 stelle fa parte di quelle. Sette sono le proposte diffuse dal movimento per la scuola e l’istruzione, dal piano per l’edilizia agli ebook gratuiti, dall’eliminazione delle “classi pollaio” al cibo bio.

In contrasto con la “buona scuola” targata Renzi-Giannini perchè, sostiene la Chimienti “le nostre proposte esistono, sono depositate alla camera o al senato ed alcune sono state già approvate, come l’8×1000 da destinare all’edilizia scolastica”.

Evidentemente i ripetuti tagli alla formazione nonostante gli spot della maggioranza sono “un gioco delle tre carte al quale noi non ci siamo” rincara Gianluca Vacca, collega della Chimienti.

Il miglioramento dell’istruzione come obiettivo ultimo rimane lo stesso per entrambe le forze politiche ma a cambiare, sostanzialmente, sono il modo di giungerci e le coperture economiche da stanziare.

Il miglior modo per competere con i paesi dell’unione è quello di aumentare il livello di cultura ed istruzione anche attraverso cospicui investimenti e, francamente, i tagli effettuati alle università per sostenere la scuola non sono certo il miglior modo di procedere come, del resto, il sostegno alle paritarie voluto dalla maggioranza.

La differenza ideologica tra chi governa e chi si oppone rischia di affossare la già precaria istruzione pubblica che barcolla pericolosamente.

 

Enrico Borrelli

 

 

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