smartworking

Un interessante articolo pubblicato da IlSole24Ore tenta di mostrarci il futuro dello smartworking nel mondo post-pandemia- Se è vero che il rapido passaggio dalle modalità in presenza a quella a distanza abbia interdetto o più, un anno fa non ci saremmo mai immaginati di port inglobare lo smartowrking in maniera così radicale. Ma visti i numerosi pro, che tra poco andremo a illustrare, il 54% delle aziende manterrà lo smartworking in maniera permanente. Questo con ripercussioni sulla settimana lavorativa. Ma è una soluzione accettabile? Quali sono i rischi, per i lavoratori, del lavoro in smart?

Il cambio della settimana lavorativa

Lo smartworking non verrà adottato in maniera totale, ma si preferirà sostanzialmente un sistema di lavoro agile e ibrido. In media, 2,6 giorni saranno interessati dall’attività in presenza, mentre il 2,4 giorni restanti a distanza. In fondo abbiamo tutti sofferto la mancanza di interazioni sociali, di rapporti di lavoro faccia a faccia, ma anche quegli aspetti che rendono la giornata lavorativa meno pesante, come una pausa caffè tra colleghi.

Ma chi punterà maggiormente sullo smartworking? Ovviamente sono escluse tutte quelle attività che richiedono la presenza fisica del lavoratore in sede, come il settore alimentare e dei trasporti. Generalmente saranno i lavori d’ufficio a beneficiare della modalità ibrida. Importanti dati su questa inedita modalità ci arrivano da uno studio di Fondirigenti, basato su un campione di 14mila aziende e su 1500 impiegati, con il 74% delle aziende del Nord, il 18% del Centro e l’8% del Sud.

Se prima solo il 13% delle aziende ha sperimentato soluzioni smart, ad oggi solo il 4% delle imprese non l’ha mai utilizzato. Nello scenario post-pandemia, in smartworking resteranno tra i 3 e i 5milioni di lavoratori.

Smartworking: pro

Come possiamo immaginare, il minor spostamento dei lavoratori tra le strade della nostra città farà molto bene all’ambiente. Si stima che le emissioni di Co2 verranno ridotte di 300 chili a persona l’anno. Questo porterà anche a un risparmio individuale di mille euro. Lo smartworking è poi particolarmente apprezzato per la possibilità di far conciliare più facilmente la vita quotidiana fatta di familiari, amici e attività preferite con il lavoro. Non mancano poi apprezzamenti dal punto di vista della concentrazione e sulla produttività individuale, che in smart aumentano.

I contro

Lo studio Fondirigenti ha tentato di indagare anche sui lati negativi del lavoro agile. Tra i contro, troviamo l’assenza della socialità, ed è proprio da qui che si è arrivati all’opzione della modalità ibrida. Ci sono poi i problemi di connessione, da non sottovalutare. E c’è chi è preoccupato per il rischio eccessivo di videoconferenze e di un’invasione eccessiva delle mansioni oltre l’orario di lavoro.

Una cosa è certa: il mondo del lavoro, come l’abbiamo sempre conosciuto, è già mutato ed è destinato ulteriormente a cambiare.

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