storia

L’accusa che si rivolge, con molta superficialità, all’epoca che viviamo, è quella di essere rintronata dal progresso, fino a dimenticare il passato in tutte le sue sfaccettature: arte, quotidianità del vivere e – in particolar modo – del lavorare, mondo dell’intrattenimento e dei divertimenti, mode, ecc. In realtà la nostra era, anche grazie alla tecnologia in costante divenire, è il “momento” della storia dell’uomo nel quale, probabilmente, l’amore per il passato è stato più profondo, penetrante, appassionato.

Sono milioni gli italiani che rimangono letteralmente “incollati” al televisore quando Alberto Angela, con la sua maestria “didattica”, in poco più di due ore ricostruisce le ultime ore di Pompei, oppure il meccanismo di voto per eleggere il Doge a Venezia, o magari descrive i labirinti al di sotto del Colosseo, dove palpitavano i cuori dei gladiatori prima di uscire in mezzo al pubblico, dove sarebbero diventati macchine da circo. In questi ultimi anni la realtà aumentata ha permesso al figlio di Piero Angela, o ad esempio ad Alberto Augias, di farci “entrare” laddove negli anni ’80-’90 non potevamo gettare lo sguardo. Le tombe dei Faraoni, le stanze dei Re, diventano esperienze visive che “assimilano” i documentari alle scene con effetti speciali di tanti film in lizza ogni anno per gli Oscar. 

È l’uso dei saperi che “fa” un secolo

Non passa giorno che nelle Università Italiane (e, chiaramente, non solo), non si discuta dell’utilizzo della realtà virtuale od aumentata, del 3D, del metaverso, come corridoi scientifici in direzione dei “saperi” in generale, delle competenze tecnologiche utili per l’industria e l’impresa, ma anche delle conoscenze storiche. Se il mondo è colmo di “mostre” ed esposizioni museali in cui la tecnologia lascia penetrare fin dentro gli “atomi di vita” dei dipinti di Van Gogh, di Monet, di Chagall, ma anche di Leonardo o di Raffaello, ciò vuol dire che questa epoca (la nostra) intende “consumare” energie tecnologiche per fissare lo sguardo indietro. E’ un’epoca che non ha paura di far ardere come legna sul fuoco competenze raffinatissime con l’unico scopo di entrare nel passato

Storia e “marketing”

Anche la “pura percezione” che le nuove generazioni devono avere della storia passata è argomento in cui si investono energia e competenze di marketing. Le università sono piene di facoltà in cui si insegna, in maniera sana, il modus operandi necessario a vendere qualcosa. L’economia delle aziende, la scienza del marketing… Ebbene, oggi queste “energie intellettuali” sono adoperate per ricostruire dalla A alla Z l’appeal dei Musei e delle Biblioteche, ossia i contenitori di cultura più straordinari di ogni Paese. Viene cambiato nome ai musei (si scelgono denominazioni “giovani”, acronimi facili da ricordare…), vengono creati per i musei stessi appariscenti loghi, si curano siti, si creano eventi. Persino Tripadvisor si occupa di Musei. E non solo: sul famoso sito per la pianificazione dei viaggi troviamo giudizi anche sulle chiese monumentali di cui è stracolmo il nostro Paese. E’ un’epoca, la nostra, che si spende per il passato. Oltre ogni pregiudizio. 

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