Siamo ormai abituati a vivere il nostro ecosistema di app proprio come un ecosistema fatto e finito: abbiamo applicazioni per scambiarci messaggi, altre per fare shopping, altre per chiamare un taxi e via discorrendo. Eppure esiste una sola app, dall’altra parte del mondo, che le ingloba tutte: si chiama WeChat ed è una super app.

Il paradigma di WeChat

In Cina è popolarissima, tanto vasta ed onnicomprensiva da essere stata ribattezzata “l’internet cinese”. A differenza da quello che si potrebbe evincere dal suo nome, infatti, non è solo un’app di messaggistica: con WeChat in Cina si può inviare denaro agli amici, prenotare un biglietto del cinema, rilasciare biglietti da visita digitali, fare shopping e molto altro. Sembra un concetto così lontano da noi, abituati come siamo ad avere tante app diverse per ogni azione possibile e immaginabile, ma questo paradigma da super app potrebbe investire anche l’occidente molto prima di quanto pensiamo.

Zuckerberg ai ripari

Come riporta la Stampa, il caro Mark descriveva in un suo post del 6 marzo 2019 la possibilità di integrare in un’unica app tutte le piattaforme si sua proprietà insieme alla neonata Facebook Pay. Un po’ assurdo, se pensiamo al fatto che proprio Facebook finì per staccarsi dalla sua controparte Messenger che divenne un’app a sé stante. Ma se il futuro è questo, Zuckerberg non può di certo rimanere indietro. Non si sa ancora quando questa super app capace di farci messaggiare coi nostri amici su Facebook, guardare le storie su Instagram e intanto inoltrare una foto su WhatsApp arriverà, ma i piani della grande F sembrano chiari.

Affidereste le vostra vita finanziaria a una sola app?

Sono in molti a chiederselo, ma intanto le intenzioni di PayPal sono proprio queste: una super app con cui potremmo effettuare pagamenti nei negozi, fare shopping online, gestire il proprio budget e i propri risparmi, valutare investimenti e acquistare criptovalute. È quanto affermato da Dan Schulman, il CEO di PayPal, all’ultima riunione con gli investitori: “l’obiettivo di una super app è di prendere tutte queste applicazioni separate e connetterle all’interno di un unico ecosistema, dove sia possibile controllare e ottimizzare tutti i dati e le informazioni che circolano al suo interno. In questo modo, si avrà una piattaforma comune e dei dati comuni, che consentiranno agli strumenti di machine learning di fornire raccomandazioni personalizzate agli utenti”.

L’unica cosa che manca a un’idea tanto allettante, per l’occidente, è la fiducia: dopo il gran parlare negli ultimi anni di “fughe di dati” e “danni alla privacy”, una super app in questo senso come sarebbe accolta?

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