fumetto

È ormai opinione condivisa il fatto che la forma espressiva ed artistica del fumetto sia, per le sue indubbie potenzialità nell’intrattenere e interessare, uno dei linguaggi della divulgazione scientifica del futuro.

Fu così già nel Medioevo, con i cicli pittorici che raccontavano le “storie del Cristo”, le “storie della Vergine”, le “storie della Passione”… Giotto, per indicare l’esempio più lampante, ma anche tanti altri prima e dopo di lui, raccontavano le vicende evangeliche affrescando le mura di intere navate. Era il “vangelo dei semplici”, degli illetterati, degli analfabeti. Era, in un certo senso, una “popular art”. Essa consentiva a chiunque entrasse in chiesa di immaginare e “disegnare” nella mente ciò che, magari, era proclamato in latino dai pulpiti. Ma in realtà è da quando l’uomo è comparso sulla terra che avviene tutto questo: alcuni membri della comunità, quelli capaci di disegnare e “dar vita” a figure dipinte, hanno raccontato – per “tutti” – i miti e i simboli che rappresentavano il collante delle società. Ogni pittura – la preistorica, l’egizia, l’etrusca – si trova in qualche modo (in quanto segno visibile a tutti), sulla strada che conduce al senso del fumetto come “conoscenza” pop.

La Divina Commedia nella ricorrenza dantesca

Nel 2021, l’anno scorso, si è celebrato il settecentenario della morte di Dante Alighieri. Le iniziative culturali e gli eventi, in Italia, sono stati centinaia. E forse per la prima volta ci siamo accorti, solo entrando in una qualsiasi libreria, della “potenza” del fumetto. Versioni “manga” della Commedia, edizioni illustrate del poema per bambini e per ragazzi, e tanto altro, ci hanno catapultato in un mondo di possibilità altre di lettura e spiegazione dei versi danteschi. Ciò che ci si è spalancato è anche un universo di interpretazioni figurative che hanno arricchito la conoscenza dantesca di tutti, non solo delle nuove generazioni ma anche degli addetti ai lavori. Abbiamo “scoperto” che non bastava fermarsi alla visione dell’aldilà dantesco di Gustave Dorè o dei grandi pittori romantici: le Divine Commedie erano in realtà “infinite”.

Fumetto: il Comics&Science

Nel 2012 due matematici, Andrea Plazzi e Roberto Natalini, hanno inventato Comics&Science, un progetto di divulgazione scientifica legato al mondo del fumetto. Ai due fondatori si presentò subito l’esigenza di coinvolgere nel programma editoriale delle figure di spicco del panorama fumettistico italiano. La CNR Edizioni, da quel momento, si avvalse della collaborazione di Leo Ortolani, Zerocalcare e altri. In una intervista di qualche anno fa, Roberto Natalini spiegava: «Il punto centrale è raccontare la ricerca con un linguaggio e uno strumento che uno non si aspetta. Insomma, lo scopo del nostro progetto non è avvicinare alla scienza chi già si interessa di scienza, ma nemmeno chi la rifiuta. Comics&Science vuole interessare alla scienza chi non pensa di potersene interessare, chi non si pone proprio il problema se interessarsene o meno». Insomma, il fumetto è una calamita vagante che, all’improvviso, può aprire mondi non conosciuti né cercati. 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here