congresso

Tra buone e cattive notizie si sta svolgendo in questi giorni, dal 4 fino all’11 settembre 2021, l’annuale congresso a Marsiglia dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN). Alcune specie a rischio sono, ad oggi, non più in pericolo di estinzione (o comunque a un livello di rischio moderato). Non va altrettanto bene per altre specie, a cui fanno seguito le principali cause della loro estinzione tra degrado degli habitat e riscaldamento globale. 

Le specie in salvo

Ad uscire in positivo dall’ultimo aggiornamento della “Lista rossa” è il tonno, e più specificamente il tonno rosso atlantico al livello “minima preoccupazione”. Fanno seguito il tonno rosso australe, oggi “in pericolo” e il tonno bianco allunga e il tonno a pinne gialle albacora, entrambi a “minima preoccupazione”. Per quanto riguarda il tonno rosso australe, la dicitura “in pericolo” a una prima occhiata non fa ben sperare, ma c’è da precisare che il passaggio avviene da “in pericolo critico”, il che rende lampante il miglioramento, anche se lieve. 

Le specie a rischio

Nell’aggiornamento della Lista rossa, a cui è stata dedicata la prima giornata del Congresso, purtroppo escono penalizzati gli squali e razze, con quasi il 40% ad alto rischio estinzione. Le principali cause sono da ravvedersi nella pesca, nella rovina degli habitat e nel riscaldamento globale. Anche il varano di Komodo, più conosciuto come drago di Komodo passa da “vulnerabile” a “in pericolo”

L’obiettivo del congresso

Questi dati possono farci rendere conto facilmente della portata della Lista Rossa che comprende ben 138.374 specie di animali, piante e funghi. Non solo: la Lista Rossa è anche ricca di utili informazioni anche sulle minacce a cui tali specie sono soggette ma soprattutto su quali possono essere le azioni utili alla loro conservazione. Questi è forse l’obiettivo più alto che il congresso, ogni anno, tenta di raggiungere con ogni sforzo. 

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