droni

Da ormai molti anni siamo abituati – ad esempio attraverso alcuni programmi televisivi – ad ammirare lunghe “carrellate” di paesaggi presi da altezze vertiginose, vere e proprie “geografie” costruite dal cielo. Sono il risultato dell’uso – per scopi civili – degli aeromobili a pilotaggio remoto, meglio noti come droni.

Paiono uccelli, se “avvistati” da lontano, e volano al posto nostro. Gli aeromobili a pilotaggio remoto catturano – con le loro telecamere – immagini assolutamente “reali”, ma impossibili da “conquistare” senza di essi. I droni sono, ormai, degli insostituibili strumenti di conoscenza scientifica. Ce ne siamo accorti, ad esempio, durante documentari televisivi come quelli di Alberto Angela, nell’ambito dei quali ci vengono presentate vedute dall’alto di città d’arte, di scavi archeologici, di riserve naturali. Un “focus” visivo che aggiunge particolari e, dunque, nozioni, al nostro patrimonio culturale. Ma i droni sono utilizzati per svariatissimi scopi “pratici”, nel mondo del lavoro e della produzione, e la quantità di “sforzo” che è risparmiata all’uomo grazie ad essi è incalcolabile.

Un po’ di storia

Come spesso accade nella storia, anche per quanto riguarda la comparsa dei droni, furono urgenze belliche a spingere sull’acceleratore dell’ingegno umano. Il primo velivolo senza pilota fece la sua comparsa, infatti, nel 1849, durante le guerre d’indipendenza italo-austriache. L’esercito austriaco, in quel frangente, provò ad attaccare Venezia con dei palloni caricati di esplosivo e preparati in modo da lanciare le munizioni giusto sulla città veneta. Alcuni funzionarono bene, altri no. Ma l’ingegneria militare già si sforzava di arrivare a “telecomandare” e a “far agire” oggetti di offensiva bellica lì dove non si poteva arrivare con gli eserciti, e in particolare dove non poteva avventurarsi neanche l’aeronautica. 

I droni per uso civile

L’aspetto che qui ci interessa è, però, quello dell’uso civile del drone. Esso si presenta come un grosso “ragno volante”, dalle “zampe” lunghe e robuste. I droni sono utilizzati per la sorveglianza delle coltivazioni, nel monitoraggio della flora e della fauna selvatiche, nel controllo di linee elettriche, o in operazioni di ricerca e salvataggio. Si deve ai droni la possibilità di “avere un occhio in più” in zone proibitive anche per gli apparecchi volanti pilotati da professionisti. Non solo un progresso per la conoscenza scientifica, dunque, come dicevamo prima, ma anche, spesso, l’alta probabilità di accorgersi in tempo di un guasto elettronico, o una speranza in più di ritrovare un essere umano o un animale, dispersi in zone difficili o impossibili da setacciare. Ancora una volta, l’innovazione è vita in molteplici sensi, nella misura in cui i suoi nuovi strumenti si confermano un prolungamento vero e proprio delle capacità umane.

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