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È ormai noto che il Green Pass sarà obbligatorio a partire dal 6 agosto per una moltitudine di attività. Servirà per consumare nei ristoranti al chiuso, per i cinema e per le palestre. Tuttavia ancora imperversa una schiera di persone che non vogliono vaccinarsi, volendo continuare a partecipare alla vita pubblica. Da questo desiderio nasce la pratica, ormai diffusa, dell’acquisto di Green Pass illegali tramite la popolare app di messaggistica Telegram. Ma rivolgersi a questi truffatori non è una buona idea. Non solo a livello legale ma anche, e soprattutto, per l’esposizione dei propri dati.

Green Pass su Telegram: è possibile?

La risposta purtroppo è sì. Dietro al mercato dei falsi Green Pass girano truffatori esperti capaci di duplicare le caratteristiche di un Pass originale. Per farlo, però, hanno necessariamente bisogno del vostro codice fiscale e della vostra carta d’identità. Oltre ovviamente a un contributo economico, che va dai 100 euro per un Pass digitale ai 120 per uno cartaceo. Ma c’è di più: sono previsti sconti se se ne compra un pacchetto “famiglia”. Quattro Green Pass al prezzo di tre. Per acquistarli vengono appunto utilizzati dei gruppi Telegram appositi, che contano oggi quasi 100mila membri e oltre. 

Conviene farlo?

Ovviamente no. Non solo è una truffa, alla quale possono seguire sanzioni da reato penale (se mai l’utilizzo potesse rivelarsi in qualche modo possibile nonostante i sistemi di controllo). Ma c’è anche il serio pericolo dell’esposizione dei propri dati sensibili, vista la richiesta del documento d’identità e del codice fiscale. Bastano infatti questi dati, che possono essere rivenduti per cifre considerevoli, per registrare contratti a vostro nome e sottrarvi del denaro. 

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