Venerdì 22 dicembre ore 15,30 nella sede del Maschio Angioino, Sala Litza Cittanova Valenzi, la mostra “Lelle Levi Sacerdoti: lessico pittorico familiare”, una pittrice, come spesso accade alle donne, meno valorizzata, in un contesto familiare di artisti.

-COMUNICATO STAMPA-

La prima antologica dedicata a Lelle Levi Sacerdoti, organizzata e promossa dalla Fondazione Valenzi grazie al contributo della Regione Campania e curata da Carlo Sacerdoti e Olga Scotto di Vettimo, intende offrire alcuni spunti di indagine sull’opera e sul contesto culturale in cui è vissuta l’artista. Unica donna pittrice in una famiglia di artisti, Lelle Levi è stata ponte culturale tra generazioni.

In mostra circa 40 lavori: accanto alle opere di Lelle, anche dipinti del padre Ercole Levi, del fratello Carlo Levi (Torino 1902-Roma 1975), del figlio Guido Sacerdoti (Napoli 1944-2013), del nipote Stefano Levi della Torre (Torino 1942).

Chi era Adele Levi:

Formatasi sugli insegnamenti del padre Ercole, Lelle ha poi seguito le istanze artistiche del fratello Carlo Levi, celebre pittore e scrittore antifascista, riferimento imprescindibile e preziosa eredità cultuale anche per i nipoti Guido Sacerdoti e Stefano Levi della Torre.
Letterata, pittrice, pianista, Adele Levi (Lelle) nasce a Torino nel 1912. Scarne sono le testimonianze pittoriche riferibili al tempo vissuto in città, mentre molto più cospicua è la produzione legata ai lunghi soggiorni, soprattutto estivi, a Villa Levi ad Alassio, a partire dagli anni ‘20. I paesaggi liguri e il giardino della villa di famiglia, con piante di agave, alberi di carrubo e olivo, ricorrenti anche nei dipinti Carlo Levi, diventano soggetti privilegiati di tanta produzione di Lelle.

All’inizio del 1942, Lelle si trasferisce a Napoli, città del marito Edoardo Sacerdoti. Qui nascono i figli Guido, Franco e Paola. Gli anni del dopoguerra sono scanditi dalla vita nella splendida dimora di villa Haas al Vomero e dai soggiorni a Sorrento e ancora ad Alassio. I ritratti e, soprattutto, i paesaggi e le nature morte costituiscono il tema dominante della produzione di questi anni, rilevando un’acuta osservazione dei modi e delle suggestioni della produzione del fratello Carlo.

Lelle Levi Sacerdoti muore a Napoli nel 1985.

Lelle Levi Sacerdoti ha esposto di rado: la prima volta una personale alla Galleria del Ponte a Napoli nel 1959 e, successivamente, a mostre collettive a Napoli (Circolo Artistico Politecnico 1962; Mostra d’Oltremare 1963), a Cosenza (Galleria d’Arte Calabrese 1964), a Firenze (Lyceum di Firenze 1965) e a Teggiano (Castello Macchiaroli 1997). La mostra sarà visitabile dalle 10 alle 17 dal Lunedì al Sabato, il catalogo è edito da artem. Il finissage è previsto per il 24 febbraio 2024

Per ulteriori info scrivere a segreteria@fondazionevalenzi.it

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