Valerio Bispuri svela il Sudamerica taciuto.

“La fotografia è il mezzo con cui svelare cose che si conoscono poco. La fotografia va più in là delle parole perché ti permette di avere una prospettiva più ampia, mentre le parole spesso sono sfuggenti”.

È così che Valerio Bispuri, classe 1971, fotografo-reporter di successo, racconta i suoi viaggi, il suo vissuto, il suo rapporto con il tessuto sociale più estremo dell’America Latina. I suoi lavori sono diretti, puliti, epurati dalla contaminazione e dai limiti della comunicazione verbale.

“Encerrados”
Con un viaggio durato circa dieci anni, attraverso 74 carceri sparse tra Colombia, Venezuela, Bolivia, Brasile e Argentina, il reporter racconta le sofferenze ed i sogni di un intero popolo. Encerrados è un lungo cammino, un percorso che attraversa nazioni, città, luoghi, persone, volti. Le immagini, gli scatti di Bispuri descrivono efficacemente le condizioni in cui sono costretti i prigionieri, senza però cadere nella denuncia, nel giudizio o peggio, scadere nella retorica.

“Paco”
Il fotografo prosegue così il suo viaggio, vivendo i luoghi metropolitani più estremi del Sudamerica, passando dai quartieri periferici più degradati di Buenos Aires alle favelas del Brasile. Il Paco è una droga molto potente ed è figlia della crisi economica che c’è stata nel 2001”. È uno stupefacente di scarto, ricavato dai residui della cocaina. L’utilizzo di questo preparato, economicamente accessibile a tutti, molto diffuso soprattutto tra i ragazzini, è devastante. Su questo tema Bispuri sembra voler andare oltre la narrazione fotografica. Il racconto, l’indagine assurge ad una forma di denuncia, di sensibilizzazione verso tale fenomeno sconosciuto, occulto, volutamente taciuto. 

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