Facebook

Quanto ha influito la pandemia sugli utilizzi di un social network come Facebook? Tantissimo, e a dirlo è lo stesso social in un recente post che apre le porte al futuro di Meta, il nuovo nome con cui sarà conosciuta l’azienda di Mark Zuckerberg. Dagli utenti, alle aziende fino ai ricercatori: i social sono stati utili in una miriade di modi differenti. 

Facebook tra utenti e aziende per nuovi modelli di business

Che Facebook sia stato utilizzato più oggi che in passato è sotto gli occhi di tutti. Costretti a casa, il nostro bisogno di socialità ci ha spinto giorno e notte a trovare posto sulle piattaforme guidate da Meta (oltre a Facebook: Instagram, Whatsapp, Messenger). Non solo noi come utenti, ma anche le aziende che ancora resistevano agli impulsi social hanno dovuto ‘piegarsi’ sotto la grande F. Iniziando a vendere i propri prodotti online e a comunicare direttamente con i clienti, hanno visto crescere i propri profitti e il rapporto col pubblico. 

È il caso dell’azienda tedesca Mami Poppins, la cui metà dei ricavi arriva direttamente dalle inserzioni Facebook, e dell’olandese Kirsten van Harten, che ha spostato online la sua attività di degustazione di vini raggiungendo una clientela impensabile. 

“Con Facebook ho potuto raggiungere nuovi clienti”, ha affermato Kirsten. “Si è rivelato un’opportunità fondamentale per avviare il mio brand durante la pandemia.”

Un aiuto alla ricerca

Che Facebook ci abbia visto lungo quando, nel 2017, ha lanciato il programma Data for Good per sostenere gli enti operativi in vari settori, tra cui la prevenzione delle malattie e il cambiamento climatico? A quanto pare sì, visto che poter accedere rapidamente a dati, mappe e strumenti utili ha permesso di reagire alla diffusione del Covid-19 in maniera più che approfondita.

Accademici, decisori politici, ricercatori medici: i dati messi a disposizione da Facebook hanno permesso di comprendere il grado di copertina dei Mazzini e la diffusione di nuovi varianti con risultati ultrarapidi. Non solo: varie università hanno lanciato, tramite Facebook, sondaggi per conoscere la propensione della popolazione al vaccino o per raccogliere informazioni sul loro stato mentale dopo i vari lockdown. 

“Stiamo utilizzando i dati sulla mobilità per comprendere come i modelli di movimento e i rapporti umani influenzino la diffusione del COVID-19 a livello locale”, ha affermato Cornelius Frits, statista tedesco. “A tal fine, ci siamo serviti di dati anonimizzati di circa 10 milioni di utenti Facebook. Non saremmo riusciti in questo nostro intento senza il programma Data for Good di Facebook.” 

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