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Nel mese di giugno è stata pubblicata la classifica ESG Percepition Index. Redatta da Reputation Science, misura il grado di reputazione (e in particolare modo della percezione) della sostenibilità delle aziende. 

La classifica, consultabile sul sito dell’ESG, comprende una grande varietà di aziende provenienti dai più disparati ambiti. Le prime in classifica sono rispettivamente appartenenti ai settori Energy (Enel, Eni) e della Finance (Cassa Depositi e Prestiti). La classifica sta acquisendo un peso sempre più rilevante, tanto da spingere le aziende verso scelte realmente più sostenibili. Ma non solo. 

Reputation Science, per stilare la sua classifica, non si basa semplicemente su come un’azienda operi nelle proprie scelte in maniera di sostenibilità, ma più specificamente su come tali aziende vengano percepite come sostenibili. Questo perché la sostenibilità, oltre che una sfida economica per le aziende (e per tutti a livello globale), rappresenta anche un fattore di differenziazione (e spesso di preferenza) per i potenziali acquirenti. In breve: non conta solo l’essere sostenibili, ma anche come si comunica la propria impronta green. 

La classifica si basa sui 17 pillar della sostenibilità definiti dall’ONU e, più precisamente, analizza come i brand siano in grado di avvicinarvisi. Si valuta, ad esempio, la quantità dei contenuti che associano il brand al tema della sostenibilità, l’impatto di questi ultimi sulla reputazione, l’identità del brand sui motori di ricerca e come l’azienda si racconta attraverso tutti i suoi canali. 

Sono 200 le aziende designate come le più sostenibili dalla classifica, liberamente consultabile a questo link. 

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