Fino al 23 agosto a Milano, all’in- terno dell’Hangar Bicocca, avrà luogo la mostra “Double Bind & Around”: la prima personale ita- liana di Juan Muñoz. Lo scultore, di origine spagnola, espose per la prima volta nel 1984 e, in seguito, in tutto il mondo.

Curata da Vicente Todolí, l’esposizione raccoglie 15 opere (oltre 100 figure scul- toree) di uno dei protagonisti della scultura contemporanea degli ultimi due decenni del Novecento, e comprende i suoi lavori più rilevanti, tra i quali: The Wasteland (1986), Waste Land (1986), Ventriloquist Looking at a Double Interior (1988-2000), Conversation Piece, Dublin (1994), The Nature of Visual Illusion (1994-1997) e Many Times (1999). Double Bind, realizzata nel 2001 per la Tur- bine Hall della Tate Modern di Londra, e mai esposta al pubblico rappresenta, invece, l’opera più importate. Lo scopo di Muñoz, con le sue creazioni, è quello di assorbire l’osservatore, il quale dovrebbe sentirsi parte dell’opera: le statue, infatti, alterate nelle dimensioni e nelle forme, sono in grado di coinvolgere lo spettatore che si identifica con esse.

 

IL “PERCORSO”

Double Bind, realizzata poco prima della morte dell’artista, è composta da tre livelli e due ascensori conti- nuamente in movimento.  Dal  livello più alto il visitatore può godere di  un’ampia visuale, dalla quale è possibile scorgere una struttura con forme geometriche, buchi e condotti reali e illusori. All’interno del secon- do livello appaiono varie figure scul- toree, singole o raggruppate, “pie- trificate” nei loro atteggiamenti in una dimensione in cui tempo e spa- zio sono indefinibili. Nell’insieme, l’installazione evoca un’atmosfera simile a quella di un parcheggio sot- terraneo.

 

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