digital world

Digital world e Tablet PC, quei computer portatili che permettono all’utente l’utilizzo dell’inchiostro digitale, rendendo possibile, tramite una “penna” – e in alcuni modelli anche le dita –, la “costruzione” agile e graduale di ciò che possiamo chiamare manoscritto digitale. Lo screen che vediamo davanti agli occhi “funziona” per noi come un vero e proprio foglio di carta, e l’input che noi diamo – con la “penna” – al software, permette al PC di farci visualizzare caratteri corsivi che corrispondono al nostro modo di “vergare” dei segni su di uno spazio bianco. In poche parole, ciò che vediamo apparire sono righi che hanno il “carattere” della nostra grafia. Ma la cosa straordinaria, in realtà, non è neanche questa: sappiamo tutti cos’è una firma digitale, ed almeno alle Poste è capitato a tutti di apporla. La cosa che fa “illuminare” gli occhi agli amanti della scrittura, ai “creativi estemporanei” che hanno sempre portato con sé, fuori casa, un blocco per gli appunti, è la funzione del riconoscimento della scrittura.

Sempre più spesso vediamo, nei caffè letterari, o ai tavolini dei bar, anche all’aperto – quando il tempo lo rende piacevole e fattibile -, studenti, ricercatori, “creativi”, che compiono l’antichissimo gesto della scrittura su di uno screen. Davanti a sé, sul tavolo, hanno un tablet da cui, sul loro volto, si riverbera la “luce elettronica”. Ciò che queste persone vedono prendere forma, sullo schermo, è la propria grafia. Il computer, in quel momento, mentre le menti sono focalizzate su un concetto o una fantasia, registra una serie ricchissima di “dati” quali la pressione della penna sullo screen, la posizione nel tempo della penna stessa, ecc. Il risultato è una scrittura “personale”. Ma non si perderà molto tempo, per renderla universalmente fruibile. Il software, infatti, è in grado di decifrare i “segni vergati” sullo schermo e convertirli in testo “battuto a macchina”. 

L’iter amanuense che ritorna… nel digital world

Sicuramente agli scrittori, agli amanti dei diari costruiti con stile letterario, o anche semplicemente agli studiosi che eleggono fitti fogli di appunti a garanzia della propria memoria, questa possibilità dell’innovazione riaprirà dei “mondi” che parevano ormai “un libro chiuso”. Colui che “ha bisogno” di fissare il proprio segno personale nella raccolta di nozioni, o nell’atto creativo, vede la tecnologia dei Tablet PC restituirgli la possibilità di una esperienza vitale. 

Un’importante precisazione

Esistono, nel mondo software del “riconoscimento della scrittura”, alcune differenze fondamentali. I programmi di OCR (Riconoscimento Ottico dei Caratteri), ad esempio, per trasformare il corsivo (ciò che è mano-scritto con la “penna” sullo screen) in “testo battuto a macchina”, usano la “forma dei segni”, il riconoscimento dei caratteri che costituiscono una parola. Ma, in questo caso, una scrittura disordinata, frettolosa e “non perfetta” sarà complicata da “tradurre” in testo-non corsivo: dunque bisognerà stare all’erta – e meno liberi, leggeri… – nella composizione. Ma esistono dei software che, invece, lavorano con il “riconoscimento calligrafico”: in breve, analizzano i movimenti eseguiti dall’utente per vergare i segni. Il PC, praticamente, non “traduce” il risultato visibile, ma il gesto compiuto per formare la parola. Quindi può trasformare in testo simil-battuto a macchina anche righe e parole non perfette. Sembra incredibile, ma… chi amava carta e penna, in un certo senso, le ha riconquistate.

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