Il presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde in occasione della conferenza stampa del Consiglio direttivo dell’Istituto lo scorso 10 settembre 2020 – Francoforte sul Meno, Germania

“La crisi determinata dal Covid-19 è stata un triplice shock per l’economia globale. A differenza delle crisi passate, ha colpito i consumi privati in modo particolarmente duro nella prima metà del 2020”.

È la costatazione che arriva da Francoforte Sul Meno in Germania da parte dei  funzionari che hanno redatto l’ultimo bollettino economico – quello del 24 settembre – della Banca centrale europea.

In prospettiva però l’incertezza sanitaria continuerà a gravare sull’economia tanto europea quanto mondiale: “Mentre gli effetti negativi delle misure di contenimento probabilmente si dissiperanno e la produzione globale si riprenderà gradualmente – spiegano – continuerà a pesare la continua incertezza sullo stato di salute e sulle prospettive economiche legate ai consumi, frenando in questa maniera una ripresa economica più vigorosa”.

Le stime su Stati Uniti e Cina

Nelle previsioni della Banca centrale europea il Prodotto interno lordo mondiale, con esclusione dell’area Euro, crescerà al ritmo del 6,2 percento nel 2021. Invece, nel 2022 il ritmo continuerà a crescere ma un livello più contenuto, ovvero al 3,8 percento.

Nonostante il tonfo annuale dell’economia americana – al 31,7 percento –, gli economisti europei mantengono una cauta linea ottimistica. “I recenti rilasci di dati per gli Stati Uniti – affermano – sono stati complessivamente positivi”. Ed anche il settore della ristorazione sembrerebbe essere in ripresa: “Le vendite di beni al dettaglio e servizi di ristorazione sono aumentati di un modesto 1,2 percento a luglio, ma hanno comunque superato i livelli prepandemici”.

In Cina “l’economia è in forte ripresa, ma le vendite al dettaglio rimangono deboli”. Dalla Banca centrale segnalano un aumento del Pil cinese nel secondo trimestre su base trimestrale pari all’11,5 percento “tornando al di sopra del livello alla fine del 2019” ma una riduzione delle vendite al dettaglio registrata al meno 2,6 a luglio su base annua: dunque, un’economia che seppur ritornando ai livelli pre-pandemici, registra alcune difficoltà.

Le stime sull’area Euro

Sebbene si registri una diminuzione del PIL dell’11,8 percento nel secondo trimestre 2020, “L’economia si sta riprendendo”. Fanno sperare queste concise ma essenziali parole. Infatti “Sia i dati concreti che i sondaggi sono coerenti con un significativo rimbalzo della crescita del Pil nel terzo trimestre. Accanto alla ripresa della produzione industriale e dei servizi, si colgono segnali di ripresa relativamente ai consumi, in linea con le attese”.

Ma di fronte tanto l’economia  dell’Europa quanto quella del Mondo hanno una grande incognita: “L’aumento dei tassi d’infezione da coronavirus durante i mesi estivi costituisce un ostacolo alle prospettive a breve termine. Guardando avanti un’ulteriore ripresa sostenuta resta fortemente dipendente dall’evoluzione della pandemia e dal successo delle politiche di contenimento”.

Le proiezioni di crescita

In generale, per l’area dell’Euro è previsto un calo del Pil nel 2020 dell’8 percento. Di contro, il Prodotto crescerà del 5 percento nel 2021 e del 3,2 percento nel 2022.

Foto di Martin Lambert; fonte European Central Bank

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