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Si è concluso, il 14 aprile 2021, l’evento “Cloud Transformation: agilità ed efficienza nel new normal” realizzato da The Innovation Group in collaborazione con Google Cloud e Injenia. Tanti i temi dibattuti durante l’evento, tra cui il passaggio al digitale e alla tecnologia cloud, forzata in quest’ultimo anno dalla pandemia. Questi passaggi quali benefici hanno portato alle aziende? Il cloud sarà davvero il futuro? Queste domande si sposano con quelle che sono oggi le priorità di The Innovation Group. Queste sono specificate nel survey “Digital Business Transformation 2021 (DBT Survey): efficienza operativa, miglior flessibilità del business e la Digital Business Transofrmation.

Una migrazione dovuta

È un cambiamento sotto gli occhi di tutti e anche noi di Now ne abbiamo trattato spesso. La pandemia ha spinto il mondo verso lo smartworking, e lo smartworking ha spinto a sua volta verso esigenze logistiche e tecnologiche prima appannaggio di poche realtà. Non solo: il ricorso al digitale ha richiesto nuovi standard di flessibilità e agilità che va a investire da un lato i processi aziendali, dall’altro l’adozione del cloud per la gestione di questi processi.

Durante l’evento, la cui registrazione totale è visionabile su YouTube, è intervenuta la segment lead, Italy&Malta di Google Cloud Chiara Caroti, che ha osservato come “tutti i settori, le aziende che innovano con il digitale sono in grado di fornire in modo più efficace prodotti e servizi da remoto. Tra i principali benefici – continua la Caroti – troviamo l’eliminazione dei colli di bottiglia, grazie a un ridisegno dei processi aziendali all’insegna di efficienza e flessibilità, attraverso workflow automatizzati. Poi la soddisfazione del cliente: con infrastrutture agili, aumentano i feedback e gli scambi regolari con i clienti. Un terzo vantaggio è la possibilità di creare un ciclo virtuoso di innovazione all’interno dell’azienda. Per proseguire, menzioniamo la riduzione dei rischi: nessuna problematica può venire dimenticata perché il workflow meglio definito tiene in considerazione tutti gli aspetti. Migliora anche la comunicazione sia all’interno che all’esterno, un vero cambio di passo per la cultura dell’azienda. Infine, ma non per ultimo, migliora il processo di decision making”.

Vantaggio competitivo e data-driven

Con il digitale e il coud viene reso disponibile un utilizzo di dati prima impensabile. Questi dati possono essere utilizzati dalle aziende per apportare valore strategico. Senza dimenticare il balzo avanti nell’innovazione, ma a patto che sia abbia una buona cultura di data-driven, ancora carente in molte aziende.

Sempre secondo al Caroti “un data-driven business model vede nelle informazioni una delle risorse fondamentali per produrre vantaggio competitivo”. Le aziende che solitamente si basano su data-driven adottano tutte un modello detto delle “quattro V”: volume, varietà, velocità (di trasmissione) e valore (generato dai dati). “La varietà dei dati aiuta a definire strategie di marketing più efficaci. La velocità di trasmissione dei dati aiuta ad esempio nel Finance a ridurre il numero delle frodi. Il valore generato dai dati è legato alla maggiore personalizzazione del prodotto o servizio”.

Sono intervenute all’evento due aziende italiane quali Thun e Sara Assicurazioni, oggi molto avanti nel passaggio al cloud e nell’adozione del modello data-drive. Queste hanno segnalato proprio quei principi esposti dalla Caroti: attività semplificate, migliore gestione delle infrastrutture con riduzione delle terze parti, prestazioni migliori e una maggior sicurezza.

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