La caviglia che si gira, le urla di dolore, i tifosi e gli appassionati ammutoliti sugli spalti. Non c’è pace per il tennista romano Matteo Berrettini (attualmente numero 36 del ranking mondiale, ma destinato a scivolare fuori dalla top 60 la prossima settimana) che durante il match sui campi in cemento di Flushing Meadows contro il francese Arthur Rinderknech, valido per il secondo turno degli US Open, ha subito l’ennesimo infortunio della sua sfortunata carriera. Le immagini del post-gara, con Matteo sulla sedia a rotelle e le mani tra i capelli in un gesto di disperazione, lasciano poco spazio alle speranze di vederlo nuovamente in campo a breve, quasi impossibile un suo recupero per la Coppa Davis che vedrà l’Italia impegnata a Bologna dal 12 al 17 settembre.


Sembrano così lontani i ricordi dell’estate di appena due anni fa quando il forte tennista italiano riuscì a raggiungere la finale del torneo di Wimbledon e a salire fino al numero 6 della classifica mondiale. Già perché la sfortuna sembra davvero avere un conto aperto con il ragazzo recentemente salito anche all’onore delle cronache (rosa) per il suo fidanzamento con Melissa Satta. La lista e la sequenza degli infortuni è davvero impressionante, a partire dal suo vero tallone d’Achille, quegli addominali che lo costrinsero a fermarsi una prima volta nel gennaio 2020, da febbraio ad aprile 2021 (perdendo gli Australian Open) e durante le prestigiose ATP Finals e quindi, sempre a causa degli addominali, nuovo stop a febbraio del 2022. Finita qui? Assolutamente no, anzi è solo l’inizio di un vero e proprio calvario che dura per tutto l’anno: a marzo infortunio al mignolo della mano destra che lo tiene lontano dai campi per tre mesi, a giugno prende il Covid19 che gli impedisce di difendere la finale sui campi di Wimbledon mentre ad ottobre un problema al piede sinistro durante il torneo Atp250 di Napoli lo costringe a fermarsi per un altro mese. Anno nuovo problemi vecchi, verrebbe da dire. In questo 2023 Matteo si è già dovuto fermare per un problema al polpaccio destro ad Acapulco (marzo) e per un doppio infortunio agli addominali a Montecarlo (aprile) e al Queen’s (giugno). E ora questa distorsione alla caviglia, l’ennesimo colpo al fisico (e al cuore) di un campione di tennis e di sfortuna.  

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