chatcontrol

Con Chatcontrol si intende il nuovo Regolamento Europeo con cui si consentirà ai provider dei servizi di comunicazione di leggere e monitorare le nostre chat private. Approvato con 537 voti a favore, il fine è quello di contrastare il traffico di materiale pedopornografico, l’adescamento e l’abuso di minori. Nato con le migliori intenzioni, Chatcontrol ha però diviso esponenti politici ed utenti, preoccupati per la propria privacy ora più in pericolo. 

Chatcontrol: come funziona

Fino ad oggi, i provider per monitorare gli scambi in rete avevano bisogno dell’esplicito consenso dell’utente finale o, in alternativa, di un’autorizzazione specifica. Il nuovo regolamento “Chatcontrol” si inserisce come deroga temporanea alla Direttiva ePrivacy 2002/58/CE, la quale tutela la riservatezza delle comunicazioni sul web (tramite chat o email). In questo modo, l’Unione intende operare più attivamente per contrastare l’abuso e la violenza sui minori. Ma a quale prezzo?

Il nuovo Regolamento avrà una durata di tre anni dalla sua approvazione (avvenuta il 9 luglio 2021). In questo frangente, il legislatore dovrà creare ex novo una nuova direttiva più specifica e adatta allo scopo. Ciò rende, di fatto, “Chatcontrol” come una fase di test. Se fino ad oggi, come anticipato, un monitoraggio attivo era possibile solo tramite autorizzazioni specifiche e solo tramite servizi non crittografati, la nuova direttiva colpirà anche i serviti protetti da tecnologia end-to-end (come WhatsApp). Questi servizi dovranno infatti inserire delle speciali backdoor, ovvero delle scorciatoie con cui i provider potranno operare un controllo più mirato, ma anche più invasivo. 

A sopperire ai dubbi c’è però l’ultima sezione della norma, che garantisce la segretezza delle informazioni personali raccolte e il tempo massimo per la conservazione dei materiali, fino al termine delle indagini. 

Le perplessità 

Patrick Breyer e Marcel Kolaja del Partito Pirata Europeo sono solo alcuni degli esponenti politici preoccupati dai possibili effetti della normativa “Chatcontrol”. Si contesta in special modo l’utilizzo della tecnologia IA, che nell’86% dei casi finisce per richiedere un ulteriore esame umano e che quindi è da considerarsi ancora poco affidabile. 

Preoccupa in special modo l’utilizzo delle backdoor, che potrebbero essere soggette ad attacchi informatici rendendo, quindi, messaggi e allegati più esposti alle insidie del web. 

Non ci resta che attendere i successivi tre anni per vedere come il legislatore riuscirà a rispondere a queste problematiche. Il problema sarà riuscire nell’arduo compito di difendere i minori sul web garantendo comunque privacy e sicurezza agli utenti.

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