Per i nati dopo il 2001 e per quelli così piccoli a quella data da non avere ricordi nitidi dell’accaduto è impossibile sapere come fosse il mondo prima dell’11 settembre. Per loro la nostra società e il modo di viaggiare sono sempre stati come appaiono oggi, caratterizzati per la prima da un controllo maniacale della sicurezza e dell’ordine pubblico e per il secondo da una lunga fase di verifiche preliminari. L’11 settembre ha influenzato inoltre anche il modo, talvolta errato e paranoico, con cui l’Occidente ha iniziato a guardare alla minaccia del terrorismo islamico. Ma il mondo non è stato sempre così ed è per questa ragione che quel martedì 11 settembre ha segnato uno spartiacque tra ciò che esisteva prima e ciò che è venuto dopo.
Un costo pari a 2.996 vite
In molti, nella mesta rievocazione di quegli attimi concitati, ricordano con precisione quale attività stessero svolgendo o fossero in procinto di compiere. D’improvviso i telegiornali fecero irruzione nella programmazione ordinaria per annunciare il dirottamento di quattro aerei civili commerciali contro obiettivi sensibili. Un gruppo di terroristi musulmani appartenenti ad Al Qaeda, infatti, mirarono dritti verso quattro obiettivi sensibili in suolo americano: le Torri Gemelle di New York, il Pentagono e la Casa Bianca. Di questi solo i primi due furono raggiunti dalla furia omicida dei terroristi, provocando la morte di 2.996 persone.
Procedure di sicurezza prima e dopo l’attentato
Fu chiaro sin da subito che di lì a breve molti aspetti della nostra vita sarebbero cambiati. Non si trattò solo di una percezione astratta e si corse presto ai ripari introducendo quelle misure che oggi ci appaiono naturali e doverose, ma che un tempo risultarono estranee alle procedure di imbarco. Dopo l’attentato, ad esempio, si iniziò ad installare porte blindate a protezione delle cabine di pilotaggio, per scongiurare il rischio di future irruzioni come accadde proprio per i terroristi dell’11 settembre. Gli scanner e i body-scanner divennero parte dell’attrezzatura essenziale per il controllo dei passeggeri da imbarcare, mentre gli addetti alla sicurezza hanno predisposto controlli sempre più accurati per i dispositivi elettronici per accertare l’assenza di esplosivi o disturbatori di frequenze.
L’11 settembre nella percezione comune
Se queste appaiono come misure necessarie a garantire la sicurezza comune, di più difficile interpretazione appaiono le questioni legate alla percezione del mondo. Un’ampia fetta di paesi del Medio Oriente e del Nord-Africa, infatti, sono diventati da allora luoghi preclusi al turismo, con la disastrosa conseguenza di accentuare ancora di più quella frattura culturale tra l’Occidente e l’Islam. Attraversare i confini sarebbe necessario per lasciare posto alla conoscenza e al rispetto reciproco e per lasciare che la convivenza pacifica possa penetrare nei rapporti tra i vari Paesi.











































