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ART1307 presenta “Disturbances/Scompigli”, una doppia personale

La stagione espositiva 2018 di ART1307 apre con una doppia personale ambiziosa e dal respiro internazionale, in equilibrio sulle contraddizioni della forma e dello spazio e sui punti di congiunzione che spesso si ritrovano proprio in tali contraddizioni.  Sarà infatti inaugurata venerdì 16 marzo 2018, negli spazi della dimora settecentesca napoletana Villa di Donato, “Disturbances/Scompigli”, la mostra di Amedeo Sanzone e Brad Howe, a cura di Cynthia Penna, che sarà visitabile fino al 15 aprile 2018.

Il progetto
Un dialogo insolito quello che si intesse in questa occasione fra due artisti con tante evidenti differenze culturali, geografiche ed espressive. Le opere di Brad Howe, che ben rappresentano un minimalismo ultracontemporaneo e profondamente americano, si confrontano con quelle di Amedeo Sanzone, napoletano “verace” e pioniere di una inedita “geometria emozionale”, con cui l’artista americano condivide il minimalismo ma non il percorso attraverso cui a tale minimalismo è approdato. “I due artisti sono stati invitati a dialogare sul senso della costruzione della forma nello spazio. Il supporto, il muro, la stanza diventano un campo pittorico su cui esprimere i propri valori di significato e di senso – spiega Cynthia Penna, curatrice della mostra e direttrice scientifica dell’Istituzione Culturale Internazionale Art1307 – La strabiliante capacità coloristica di entrambi rende le loro opere puri veicoli di emozioni: li definirei vettori emozionali. Irresistibili miscele di colore inducono nello spettatore una sensazione di scoperta di nuova linfa vitale; ne attivano i sensi, acuendone la percezione ed anzi favorendo una capacità percettiva finora ignorata. Il dialogo si dipana anche per contrasto: superfici riflettenti, superfici assorbenti; colori pastello, colori irruenti e di forza; materiale plastico e acciaio, duttile ma resistente; nessuna somiglianza, nessun apparente legame tra le opere e gli stili dei due artisti, ma un comune senso di approcciarsi alla materia sfruttandone tutte le capacità. Un comune senso di modifica del materiale; una comune voglia di plasmare la materia e assoggettarla o da essa farsi trascinare verso una nuova scoperta di senso. Tutto alla fine è teso a portare lo spettatore al limite di un engagement emotivo.”

Gli artisti
Compito non semplice quindi quello di mettere insieme l’opera di due artisti dalle personalità artistiche tanto forti in un progetto che valorizzasse l’individualità proprio attraverso un dialogo sia espressivo che estetico.
Brad Howe, californiano di Los Angeles, opera attraverso la scultura in acciaio dipinto che va ad interagire con lo spazio circostante; lavori tridimensionali che si introducono nello spazio e dialogano con esso in termini di rapporti spaziali, proporzioni, masse, colore, ombre, e proiezioni.
Sono opere plastiche, di un plasticismo tutto contemporaneo, spigoloso o morbido a seconda del caso che prende spunti e si riallaccia alla tradizione americana del ‘900 da Alexander Calder alla POP art. La lezione del minimalismo americano è stata accolta e assorbita in pieno dall’artista che edulcora la rigidità della forma geometrica allo stato puro attraverso colorazioni bizzarre e insolite; con esse Howe introduce un discorso sul colore che spazia dal POP americano di metà ‘900, ai colori primari, fino alle colorazioni tenui, ai mezzi toni che rammentano a noi Europei e Italiani in particolare, nei rosa, nei pallidi verdi e nei turchesi addirittura una certa pittura rinascimentale veneta.
Amedeo Sanzone, napoletano di origine e impianto culturale, è figlio della tradizione pittorica napoletana e da quelle scene di paesaggio o di genere parte per un percorso personale che lo conduce, attraverso scarnificazione e sottrazione, verso un minimalismo totale e l’azzeramento di qualsiasi elemento che non riguardi meramente la base strutturale dell’opera stessa.

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